
ESPOARTE Magazine #44
text by Stefano Taddei
Testimoniare una produzione di senso utilizzando un medium accattivante e particolarmente dissacrante nei suoi contenuti. Si potrebbe riassumere in tale breve descrizione la poetica di Laurina Paperina, artista effervescente, eclettica e soprattutto caustica nelle proprie esemplificazioni e modulazioni rappresentative. Presentare una leggerezza traspositiva di concezioni interiori di pensiero sul mondo non significa, nel caso dell’autrice trentina, evitare un’approfondita disamina, spesso critica e dissacrante, di alcune declinazioni tipiche o singolari dell’attualità. Lo sguardo sulla contingenza lanciato da Laurina Paperina, attraverso il filtro inesausto di un’ironia lampante ma accattivante ed evidentemente molto intelligente e sensibile, propone una visione della realtà, della complessità dell’esistere, delle brutture del mondo nascoste dietro a lindi paraventi da vip e, soprattutto, della mancanza di vere persone che sappiano indicare un viatico dell’esistere attendibile, senza scheletri nell’armadio. Ecco quindi che i veri protagonisti delle opere dell’artista diventano i superoi più conosciuti dai molti, sono le rockstar o i " maestri " del sistema culturale contemporaneo, tutti, in un modo accattivante e coinvolgente, messi alla berlina o addirittura sepolti, ancora se ancora rigogliosi nella dimensione dell’immaginario collettivo, da un sarcasmo particolarmente modulato ed evidentemente calibrato con perizia. Poiché l’attualità ed i suoi personaggi più in voga spesso non meritano altro che una risata, Laurina Paperina c’immerge nel suo flusso indefesso di caricature o prese in giro, senza proporre alcuna remora ad inscenare catastrofi ideali o materiali di autentici miti viventi con ampia visione nel mondo occidentale, come l’ossessione per il maschio del sesso e delle sue prestazioni in tal senso, oppure la mania e la malattia verso cibo, per non parlare poi dei supereroi che appaiono copiosamente in scena in una veste talmente tragicomica che il pensiero non può che andare ai tanti santoni che attraversano la postmodernità dimostrandosi in pubblico in un modo e lasciando nel privato le loro manie, stranezze o debolezze. L’artista quindi, con una proposta artistica a prima vista leggera, in realtà, si prende carico delle tante sconcerie dell’attualità, senza timori reverenziali di alcun tipo verso nessuno e sfoggiando una poetica dal sapore profondamente pungente verso i tanti luoghi comuni che martoriano, rovinandola dall’interno, una società della pura apparenza, dove anche i modelli dei fumetti devono sembrare fintamente costruiti per essere veritieri per la massa dei lettori. La presa in carico di questo sguardo rovente sul presente permette all’autrice di mantenere uno sguardo giovane e dissacrante in una società in cui permangono ancora tanti altarini nascosti e coperti dalla visione, mentre l’osservazione proposta risulta ancora più accattivante perché è come se, attraverso la sua proposta figurativa, una novella tv-verità andasse a scovare questi miti viventi nella loro dimensione più intima, evideziandone i grandi limiti e difetti. In fondo, grazie a queste rappresentazioni, tali soggetti ci sembrano più umani, ma di un’umanità che rispecchia il degrado della nostra società, sempre più in preda ad una decadenza morale, politica ed etica che trova nei numerosi ritratti di superoi in veste da sfigatissimi ( non trovandosi altra terminologia più appropriata ) messi in scena da Laurina Paperina un’esemplificazione. Ecco quindi presentarsi una poetica perfettamente inserita nella realtà vivente, con il gusto dell’irrisione e dello scherno, magnificamente esemplificata con un linguaggio semplice e accessibile che mantiene una visibile profondità concettuale. In fondo l’affacciarsi alla visione di questi personaggi degradati e degradanti non fa che stimolare una presa di posizione sulla contingenza, altrettanto abbrutita nei suoi sistemi più offuscati ma che trova per fortuna rilevanti interpreti come Laurina Paperina che la sanno scandagliare con cognizione, modulando una dimensione più consona alla vera realtà delle persone e delle cose che attraversano la vita dell’uomo contemporaneo. Il mondo dell’autrice diviene insomma un’esemplificazione di un sintomo molto grave odierno e la cura proposta è il disvelamento di alcune di quelle dinamiche nascoste in cui anche i presunti " eroi senza macchia " non possono che manifestarsi con un loro lato rimosso dall’immaginario, false proiezioni di una perfezione che non è certamente tipica della condizione umana attuale.